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Caterina

Beauty Expert

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Cerotti per punti neri, funzionano davvero?

Come ti ho già spiegato in numerosi articoli, i punti neri rappresentano un inestetismo piuttosto difficile da eliminare e una problematica socialmente “invalidante”, a causa della loro persistenza sulla specifica area del volto, definita come “zona T”.

Proprio la loro comparsa frequente in prossimità del naso e delle guance ha portato l’industria cosmetica, nel corso degli anni, ad ideare e realizzare una serie di rimedi finalizzati, da un lato, a risolvere il problema alla radice e, dall’altro, a preservare dal rischio di micro-traumi un’area dell’epidermide, per sua stessa natura, piuttosto sensibile e incline ad irritarsi.

La necessità di trattare i comedoni aperti presenti sul volto richiede infatti una certa cautela, dato che le guance e il naso rappresentano delle porzioni epidermiche più soggette a lesioni, screpolature e arrossamenti.

Trattare un inestetismo venutosi a generare sulla punta del naso non è palesemente la stessa cosa, rispetto alla rimozione di una problematica cutanea presente sul polpaccio, dato che il tessuto epidermico presente sul volto risulta molto più sottile e fragile, rispetto al suo corrispettivo, collocato in aree del corpo meno delicate.

Il viso è una zona molto delicata

Salvo il caso limite di soggetti dotati di una certa propensione a pratiche sadomasochistiche, nessuno si sognerebbe mai, dunque, di agire sul proprio viso con la stessa veemenza che riserverebbe alle gambe o alla schiena.

Come rimuovere dunque i punti neri sul volto in modo sicuro e delicato?

Per decenni le maggiori aziende farmaceutiche e cosmetiche si sono interrogate sulla possibilità di dar vita ad un rimedio il più sicuro ed universale possibile, cercando di tenere in bilico le esigenze legate alla rimozione dell’estetismo, con quelle connesse con la cura e la preservazione dell’epidermide del viso.

Il frutto di tutti questi studi è risultato tuttavia, ahimè, piuttosto deludente, concretizzandosi in soluzioni solo parzialmente in grado di raggiungere entrambi gli obiettivi, la più diffusa e popolare delle quali è rappresentata dai celebri cerotti per punti neri, croce e delizia di milioni di persone vittime dei comedoni aperti.

Cosa sono i cerotti per punti neri?

Probabilmente, se stai leggendo queste righe, anche tu hai dovuto misurarti, nel corso della tua vita con i punti neri e, altrettanto probabilmente, hai fatto un tentativo con i cerotti per punti neri, restando amaramente deluso dall’esito finale.

cerotti per punti neri

Prima che ti spieghi nel dettaglio le ragioni che portano i cerotti per punti neri a non raggiungere a fondo l’obiettivo, facciamo un piccolo passo indietro per capire esattamente cosa sono e come agiscono.

I cerotti per punti sono dei dispositivi cosmetici che mirano all’eliminazione dei comedoni aperti attraverso la genesi di un processo chimico e biologico rivolto all’interazione tra le cellule sebacee e alcune particolari sostanze, considerate in grado di agire per contatto diretto con il punto nero.

Composti da un duplice strato, i cerotti per punti neri, sono cioè delle particolarissime fascette adesive che si trovano impregnate di una serie di sostanze, naturali o artificiali, considerate in grado di incollarsi ai comedoni aperti e di aspirarne il contenuto dall’interno.

L’azione di queste sostanza si basa, in prima istanza, dalla loro capacità di reagire all’acqua, mediante un processo che porta la parte adesiva dei cerotti per punti neri dapprima ad ammorbidirsi (durante il contatto con acque) e in seguito ad indurirsi, di modo da esercitare una sorta di micro-pressione su ogni singolo punto nero.

I cerotti per punti neri sfruttano processi bio-chimici

Mi spiego meglio, quando i cerotti per punti neri vengono applicati sul naso, generalmente umido, le sostanze presenti sul loro lato adesivo tendono a dilatare le loro molecole, per poi ispessirsi nel corso del processo naturale di asciugatura.

Proprio quando i cerotti per punti neri ritornano asciutti si ha l’interazione chimiche tra le sostanze presenti nei comedoni aperti e si assiste al fenomeno di aspirazione del sebo.

Data la molteplicità di sostanze in grado di adattarsi a questo fenomeno, si trovano in commercio cerotti per punti neri basati sulle più disparate miscele: alcune completamente naturali; altre frutto della ricerca effettuata in laboratorio.

A seconda della tipologia di cerotto acquistata, l’utente viene dunque invitato a seguire una serie di istruzioni differenti, ma il principio chimico alla base della loro azione resta immutato.

Sia che tu abbia comprato un cerotto da applicare con le mani asciutte, sia che tu abbia acquistato cerotti per punti neri da fare aderire sulla pelle umida, il principio non cambia: l’umidità (sia essa naturale o indotta) dell’epidermide favorisce un processo chimico che lega le molecole del cerotto a quelle del comedone aperto e che mira all’aspirazione completa del comedone aperto.

Per quanto risultino molto più efficaci e molto meno invasivi, rispetto ai metodi “manuali” impiegati prima della loro ideazione (tremende pinzette in primis), i cerotti per punti neri portano in dote due grossi limiti strutturali, legati rispettivamente ad un’azione aspecifica e al rischio di irritare la pelle del volto.

Donna con cerotto punti neri

Cerotti per punti neri: non sempre colpiscono nel segno

Facciamo un esperimento: prova ad applicare sul tuo naso un cerotto per punti neri, a seguire le istruzioni riportate sul foglietto illustrativo, ad attendere il tempo necessario alla loro azione e, una volta strappato, prova a dirmi esattamente cosa vedi sulla parte adesiva del dispositivo.

Pur in assenza di una sfera di cristallo o della capacità di leggere i fondi di caffè, scommetto che sulla superficie adesiva del tuo cerotto si trovano piccoli accumuli di sebo, dalla forma conica o cilindrica, di dimensioni e lunghezze profondamente differenti tra loro.

Questo accade perché, da un lato, i punti neri sul tuo volto hanno effettivamente dimensioni o profondità diverse e, dall’altro, perché il tuo cerotto non si è rivelato in grado di estirpare tutti i comedoni aperti presenti sull’epidermide, lasciandone molti intatti e altri ancora solo parzialmente eliminati e pronti a riformarsi.

Resisti ora alla tentazione di applicare un secondo cerotto, per eliminare i punti neri rimasti e rifletti su quello che hai appena fatto.

Tanto da un punto di vista meccanico, quanto da un punto di vista bio-chimico, i cerotti per punti neri sul naso non si trovano in grado di rimuovere la totalità dei punti neri, nemmeno dopo numerose applicazioni, perché la loro azione risulta profondamente aspecifica e standardizzata.

Le sostanze presenti sul lato adesivo del dispositivo vengono infatti dosate in modo uniforme sulla superficie del preparato, non tenendo conto delle differenti peculiarità di ogni comedone aperto.

Il dosaggio delle sostanze ad effetto adesivo è infatti studiato per rimuovere un punto nero di modesta entità e tende a risultare inefficace in caso si imbatta in un punto nero gigante (vedi articolo) o semplicemente in un comedone che presenta una quantità di sebo anomala in profondità.

I cerotti per punti neri mirano infatti a colpire i comedoni aperti sulla quantità e non sulla qualità dello specifico problema, cercando di eliminare la maggior parte della problematica, ma senza rimuoverla in modo definitivo.

Oltre ai problemi derivanti dal dosaggio delle sostanze presenti nei cerotti per punti neri, anche la conformazione anatomica del nostro volto gioca un ruolo decisivo nel probabile fallimento dei tentativi operati tramite il dispositivo.

Il nostro naso presenta infatti una discreta quantità di rilievi e infossature, soprattutto in prossimità delle guance, che si pongono come deterrente naturale alla buona riuscita del processo aspirativo.

Se “incollare”, cioè, un punto nero presente sulla sommità del naso risulta abbastanza facile, riuscire a strappare tramite un cerotto la grossa quantità di punti neri che si annida tra la base del naso e le guance è un’impresa piuttosto disperata, dato che il dispositivo non aderirà mai alla perfezione ad una zona anatomica ricca di insidie e dislivelli.

Dunque, i cerotti per punti neri rappresentano solo un piccolo tampone all’emergenza comedoni, ma una soluzione assolutamente inefficace per chi desidera risolvere il problema alla radice.

Lasciando infatti alcuni punti neri pieni di sebo (o anche solo a metà), il processo che aveva dato origine all’inestetismo tornerà a manifestarsi come se nulla fosse accaduto nel giro di brevissimo tempo.

Cerotti per punti neri: rischi di irritazione

Il secondo problema connesso con i cerotti per punti neri riguarda, come ti ho già anticipato, la possibilità di dare vita a irritazioni e microtraumi su un’area del volto che risulta, per sua stessa natura, piuttosto sensibile ad ogni forma di interazione chimica.

Per quanto ogni casa farmaceutica presente sul pianeta Terra cerchi di proporre il proprio dispositivo cosmetico presentandolo come completamente sicuro o del tutto anallergico, le interazioni tra le cellule dell’epidermide e una serie di sostanze chimiche, fino ad ora del tutto ignote, può sempre dar luogo a reazioni impreviste, tutt’altro che piacevoli.

Per quanto i cerotti neri risultino ben tollerati dalla maggior parte degli utenti, le reazioni avverse non sono certo una rarità tra i consumatori.

Una cospicua porzione di acquirenti di cerotti per punti neri lamenta infatti la comparsa, spesso tardiva, di una sensazione di prurito (generalmente localizzata al naso), di aree arrossate, di bruciore in prossimità delle guance e di irritazioni piuttosto diffuse e, spesso, anche abbastanza persistenti.

Nei casi più gravi, i cerotti per punti neri possono dare luogo ad autentiche reazioni allergiche, destinate a produrre una serie di problematiche dalla difficile e complessa risoluzione.

I cerotti per punti neri possono creare traumi alla pelle

Questo accade perché le sostanze chimiche presenti sul lato adesivo dei cerotti presenta un potenziale piuttosto aggressivo, dovendo estirpare grossi quantitativi di sebo, e perché il sottile tessuto epidermico del nostro volto tende a mal tollerare un’azione tanto veemente.

Se volete dunque preservare lo stato di salute dell’infinità di capillari che irrorano di sangue il vostro viso, evitare il ricorso a strumenti e dispositivi che portino in dote fattori di rischio elevati.

Per quanto soggette ad una pluralità di test piuttosto rilevante, le miscele chimiche che compongono i cerotti per punti neri non saranno mai abbastanza sicure da potervi porre al riparo da effetti indesiderati, anche di notevole entità.

I cerotti per punti neri funzionano davvero, dunque?

La risposta al quesito dal quale eravamo partiti, relativo all’efficacia dei cerotti per punti neri neri è dunque rappresentata da un timidissimo “nì”, con una propensione che propende molto più verso la bocciatura che verso una promozione a pieni voti.

I cerotti per punti neri funzionano se non vi interessa rimuovere alla radice la problematica legata alla presenza di comedoni aperti sul volto e se non temete di cadere vittime di persistenti irritazione sul naso e sulle guance.

In caso, dunque, siano le 19.30 di sabato sera, vi siate ricordati (o ricordate) di avere un appuntamento galante alle 21:00, il vostro naso assomigli al dorso di un leopardo e non abbiate nient’altro in casa, usate pure il cerotto per non mandare a monte l’appuntamento, ma non includete mai e poi mai la pratica nella vostra beauty routine quotidiana o settimanale!

Non inserite i cerotti per punti neri nella vostra beauty routine

Un uso prolungato e assiduo di cerotti per punti neri potrebbe infatti avere un effetto devastante sulla povera pelle del vostro volto, costretta a combattere con gli accumuli di sebo e con tutte quelle sostanze aggressive che si ripromettono di estirparli.

Chiunque voglia garantirsi una piena soluzione della problematica e porsi al riparo da tutti i possibili effetti indesiderati, dovrà quindi scegliere un prodotto del tutto diverso e dire addio per sempre ai cerotti per punti neri.

Per questa ragione, la più moderna tecnologia cosmetica ha dato vita ad Xpores, l’unico aspiratore di punti neri che consente di eliminari i comedoni aperti in modo preciso e senza il rischio connesso con irritazioni, rossori, bruciori e pruriti.

Facendo leva su una particolare pompa, denominata AirPower, che sfrutta al 100% il potere dell’aria, Xpores consente di risparmiare alla pelle del nostro viso le estenuanti sedute a base di sostanze chimiche e reagenti messe in atto dai cerotti per punti neri e di garantire così alla pelle il meritato respiro.

Del tutto privo di sostanze aggiunte o di lozioni, Xpores va semplicemente ad aspirare in profondità il sebo presente in ogni punto nero, consentendo alla pelle del volto di recuperare il proprio vigore, senza che l’epidermide debba interrogarsi su come reagire all’aggressione messa in atto dalle sostanze presenti nei cerotti.

Se ci tenete davvero alla cura del vostro volto, non scegliete la soluzione più semplice, dato che la strada più breve è spesso quella più ricca di imprevisti e meno sicura.

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