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Caterina

Beauty Expert

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Maschera per punti neri: è la soluzione giusta?

Nei miei precedenti articoli ti ho parlato di come le comuni metodologie in uso per eliminare i punti neri risultino spesso vane, per via della loro tendenza a rivelarsi aspecifiche, troppo vigorose, troppo poco vigorose o addirittura potenzialmente tossiche per la pelle.

Mentre i cerotti per i punti neri sul naso faticano a raggiungere l’obiettivo preposto, andando ad esercitare una differente pressione su aree del volto troppo differenti, le soluzioni manuali, legate a pinzette e affini, rischiano di ferire la pelle e di produrre micro-cicatrici persino più antiestetiche dei punti neri che si intendeva eliminare.

In questo articolo voglio analizzare a fondo i pro e i contro di un rimedio per i punti neri piuttosto in voga: vale a dire quelle maschere per punti neri (o black mask) che ormai tendono ad andare per la maggiore in un mercato cosmetico alla perenne ricerca di una soluzione definitiva al problema dei comedoni.

La maschera per punti neri è davvero la panacea di tutti i mali?

Laddove i cerotti provocano spesso una solenne delusione e laddove le pinzette martoriano un’epidermide incolpevole, la maschera per punti neri viene spesso percepita come un’ultima spiaggia, alla quale appellarsi per vedere scomparire i punti neri dal volto senza troppi traumi.

Ma sarà davvero così?

La maschera per punti neri rappresenta davvero il nostro principale alleato nella lotta ai comedoni?

Come funziona la maschera per punti neri

Maschera per punti neri

Prima di interrogarci sull’efficacia delle tanto dibattute black mask, occorre fare un breve passo indietro e cercare di comprendere a fondo la logica attraverso la quale questi dispositivi cosmetici si ripropongono di eliminare i comedoni aperti.

Come saprai senz’altro (vedi articolo), i punti neri non sono altro che pori dell’epidermide in cui il comune processo dilatativo ha subito un inceppamento tale da favorire il ristagno di sebo e di cellule dense di melanina, pronte ad ossidarsi al minimo contatto con l’aria.

Quando uno degli infiniti pori che ricoprono il nostro tessuto epidermico perde, cioè, di elasticità, accade che la sua chiusura diventi piuttosto difficoltosa e che il comedone aperto si trasformi nel terreno fertile per una super produzione di sebo, legata a dosaggi ormonali, e per l’accumulo di sostanze che non dovrebbero sostare in quel preciso punto.

L’obiettivo di ogni rimedio contro i punti neri deve dunque essere quello di eliminare in profondità gli accumuli di sebo e di consentire, al contempo, la ripresa delle naturali funzioni della pelle, onde evitare recidive.

Eliminare il sebo in eccesso non basta!

Togliere il sebo in eccesso non basta, dunque, ma dobbiamo cercare di fare in modo che i microforellini della nostra pelle tornino a dilatarsi e richiudersi secondo i normali meccanismi, onde evitare che nuovo sebo torni ad infilarsi proprio negli stessi pori, rimasti ancora incautamente aperti.

Come intende dunque una maschera per punti neri arginare la problematica?

Attraverso una serie di composti, farmaceutici o “naturali”, la maschera per punti neri intende esercitare, da un lato, un’azione estrattiva sul sebo in eccesso e, dall’altro, garantire alla pelle quell’elasticità perduta che sola può impedire il ritorno degli odiatissimi comedoni.

Mediante una serie di applicazioni, piuttosto frequenti e ravvicinate, la maschera per punti neri tende a svolgere un’azione purificante e, al tempo stesso esfoliante, nei confronti della pelle del viso, finalizzata a rimuovere le impurità e ad ammorbidire i tessuti nel loro complesso.

Il ritorno all’elasticità perduta dei tessuti dovrebbe quindi essere garantito dal fatto che la maschera per punti neri tende ad esercitare una blanda azione dilatatrice sui vasi capillari che affollano il volto.

Maschera per punti neri: naturale o cosmetica?

Come anticipato, esistono black mask di tutte le tipologie e per tutti i gusti; alcuni acquistabili in farmacia (o online), altri preparabili in casa con una serie di ingredienti facilmente reperibili.

La reale differenza tra una maschera per punti neri acquistata in un centro estetico, in farmacia o prodotta in casa consiste nel controllo del fruitore sugli ingredienti che andranno a comporre il preparato finale.

Benché buona parte dei prodotti in commercio applichi l’ormai celebre etichetta “naturale!” sulle loro confezioni, la preparazione fai-da-te consente di avere il pieno controllo su ciò che andremo in seguito a spalmarci sul volto.

Maschera cosmetica o maschera fai da te?

La maggior parte delle maschere per punti neri in commercio è costituita da una miscela di ingredienti di uso comune come: albume d’uovo, succo (o polpa) di pomodoro, succo di limone, bicarbonato di sodio e yogurt.

A seconda della “ricetta” prediletta, numerosi siti di cosmetica e naturopatia suggeriscono di mescolare gli ingredienti in dosi ben precise e di applicare il composto sul volto fino alla totale scomparsa degli inestetismi.

Il successo dell’operazione (reale o solo presunto) è subordinato alle capacità esfolianti e purificanti degli ingredienti impiegati (alzi la mano chi non ha mai fatto una maschera facciale con dello yogurt scaduto!) e sulla speranza che la combinazione di ingredienti piuttosto apprezzati nella cosmetica “domestica” produca risultati accettabili.

La mescolanza tra prodotti a radice purificante (come il bicarbonato di sodio), lenitiva (yogurt) ed esfoliante (albume) mira cioè a mettere in atto una triplice azione, finalizzata alla rimozione del sebo presente nei comedoni aperti, alla dinsinfezione dell’epidermide e al recupero dell’elasticità perduta.

Ed eccoci giunti al punto focale della questione: funzionano davvero le maschere per punti neri?

Sì e no.

Un attimo di pazienza e ti illustrerò tutti i pro e i contro di un rimedio ormai divenuto ampiamente popolare.

Maschera per punti neri: pro e contro

I vantaggi della maschera per punti neri, rispetto ai cerotti e alle tremende pinzette sono sicuramente molteplici e, tra le tre soluzioni analizzate, la black mask è sicuramente quella da prediligere.

In primo luogo le maschere per punti neri, se fatte in casa, non presentano nessuna controindicazione e possono essere applicate a piacimento senza il rischio di irritare la pelle.

Albume d’uovo, succo di pomodoro, bicarbonato di sodio e yogurt sono composti perfettamente tollerati dall’epidermide e, persino le pelli più sensibili, possono essere irradiate con questi preparati senza alcun rischio di arrossamento o intolleranza.

Diverso il discorso, invece, per i composti che vengono acquistati online o nei centri specializzati: qui il rischio di allergie e intolleranze è ben presente (anche a fronte della pretesa di “naturalità”).

Se leggete con attenzione le istruzioni d’utilizzo delle principali maschere per punti neri in commercio (generalmente di colore nero, da qui l’espressione “black mask”), noterete immediatamente che le case produttrici suggeriscono di testare, prima dell’uso, un piccolo campione sul braccio.

Attenzione agli allergeni

Questo accade perché gli allergeni sono spesso presenti nelle maschere per punti neri industriali e perché una reazione della cute anomala a livello locale può prevenire arrossamenti e danni al volto di discreta entità.

Se, dunque, la maschera per punti neri fatta in casa è assolutamente sicura (a differenza del suo omologo industriale), le uniche problematiche sono legate alla sua reale efficacia.

Come avrai intuito leggendo tutto l’articolo, le maschere per punti neri si affidano spesso al caso e si limitano ad ammorbidire la pelle senza produrre alcun risultato di rilievo nella lotta ai comedoni aperti.

Immagina di avere un brutto raffreddore e di volerti curare con gli ormai proverbiali rimedi della nonna.

Assumi una tazza di brodo di pollo (o di carote, se sei vegetariano), passa tanto tempo a letto, bevi più acqua possibile, mangia una tazzina di miele e, magari, bevici sopra anche una bella tazza di latte fumante.

Hai guarito il raffreddore?

Assolutamente no. I rimedi della nonna sono un aiuto che forniamo al nostro corpo per alleviare il quadro sintomatologico associato alle patologie respiratorie virali lievi, ma non una cura delle medesime.

Un buon brodo caldo, tanto riposo e via dicendo, ci aiutano a rimetterci in forma, ci fanno sentire meglio, ci conferiscono energie, ma non inibiscono minimamente la replicazione del virus nelle nostre cellule.

Allo stesso modo, il ricorso a maschere naturali fa sentire meglio la nostra pelle, la coccola, la ammorbidisce, ma potrebbe tranquillamente non servire a nulla nel processo di rimozione dei comedoni aperti.

Perché la maschera per punti neri spesso non funziona?

punti neri maschera

Come avrai capito, la maschera per punti neri rappresenta un alleato della nostra pelle, ma non un rimedio per i punti neri.

Questo accade perché, in primo luogo, l’azione esfoliante dei prodotti impiegati non è abbastanza profonda da garantire la piena rimozione di accumuli di sebo che si stratificano spesso in profondità.

L’azione esercitata dalla maschera per punti neri, soprattutto di tipo naturale, non è abbastanza intensa da consentire l’aspirazione del sebo contenuto nei punti neri e del tutto inefficace se riferita ai tremendi punti neri giganti dei quali ti ho parlato in questo articolo.

In secondo luogo, la maschera per punti neri risulta, esattamente come i cerotti, alla stregua di un rimedio del tutto aspecifico, combinando sostanze che, seppur ottime per lo stato di salute generale della pelle, non risultano esplicitamente rivolte alla soluzione della problematica dei punti neri.

Uova, bicarbonato e yogurt, come premesso, rappresentano un toccasana per la pelle, ma nessuno di questi ingredienti tiene conto della criticità che conducono alla formazione e alla sedimentazione dei punti neri.

La maschera per punti neri fai da te non è dunque un valido rimedio all’inestetismo, anche perché l’applicazione sul volto di sostanze aspecifiche poco incide sui fattori scatenanti dei comedoni aperti.

Se, infatti, alla base della genesi dei punti neri ci sono ragioni di tipo ormonale (come accade per l’acne), andare a lenire l’epidermide con una maschera per punti neri fai da te non rappresenta la soluzione ad un problema complesso e potenzialmente recidivante.

In ultimo luogo, la black mask tende ad idratare la pelle e a renderla più morbida, ma non necessariamente idratazione e morbidezza fanno rima con elasticità.

Una pelle più morbida non è necessariamente più elastica!

maschera viso per punti neri

Come detto a più riprese, il principale meccanismo che favorisce l’insorgenza di punti neri sul naso e sulle zone limitrofe, collocate in prossimità delle guance, è da rintracciarsi in una sostanziale perdita di elasticità dei tessuti che produce i comedoni aperti, vista la concomitanza con la proliferazione di ghiandole sebacee.

Per sbarazzarsi dei punti neri, occorre quindi testare un prodotto che risulti in grado di tonificare dei tessuti che, contrariamente a quanto si possa pensare, si trovano ad essere troppo spesso già “morbidi”.

Il meccanismo che regola l’apertura e la chiusura dei micro-pori presenti sulla nostra pelle è cioè funzionale quando l’epidermide risulta tonica, ed è per questo che la maschera per punti fai da te potrebbe non centrare assolutamente l’obiettivo, andando ad ammorbidire una serie di tessuti già troppo morbidi.

Punti neri, che fare?

Purtroppo, se sei arrivato a leggere fin qui, avrai senz’altro compreso come l’ideale di sbarazzarsi degli odiati comedoni aperti mediante il ricorso ad una black mask, cosmetica o naturale, rappresenti spesso una mera chimera.

Ovviamente, se avevi preparato i tuoi ingredienti in una bacinella e ti apprestavi a realizzare la tua maschera per punti neri fai da te, il mio invito è quello di proseguire nell’operazione (male non ti farà di sicuro!), ma senza riporre troppe speranze nel successo finale dell’operazione.

Per eliminare davvero i comedoni aperti, di qualunque dimensione, occorre mettere in atto una duplice azione che rimuova per intero il sebo in eccesso, da un lato, e che tonifichi la pelle, dall’altro.

Come spiegato poc’anzi, la maschera per punti neri non garantisce successo in entrambe le operazioni, limitandosi ad idratare e ammorbidire il tessuto epidermico facciale.

Che fare, dunque?

Ed è proprio qui che entra in gioco Xpores, il primo dispositivo che consente di aspirare in profondità gli accumuli di sebo contenuti in ogni singolo punto nero e di favorire il recupero dell’elasticità perduta mediante un soffice, ma energico, massaggio consentito attraverso l’azione esercitata dall’aria.

Grazie all’azione della pompa AirPower, Xpores non si limita infatti a rimuovere in maniera completa e precisa l’inestetismo, ma agisce in profondità sulle strutture della pelle, liberando i pori occlusi e restituendo elasticità ai tessuti.

Frutto di una decennale ricerca in ambito cosmetico, Xpores rappresenta, al momento, l’unica vera soluzione al problema dei comedoni aperti e l’unico rimedio del tutto anallergico e sicuro.

Se la maschera per punti neri fai da te rischia infatti di non eliminare i punti neri e quella cosmetica possiede un potenziale allergizzante, Xpores pone il fruitore al riparo dagli inconvenienti, trovando nel processo aspirativo la radice unica del suo funzionamento.

In conclusione, ti suggerisco di riservare l’utilizzo della maschere facciali alla risoluzione di altre problematiche (pelle secca in primis) e di provare a liberarti dei comedoni aperti, una volta per tutte, con Xpores!

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