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Caterina

Beauty Expert

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Schiacciare punti neri, stai facendo la cosa giusta?

Se sei capitato/a su questo sito e su questo articolo, probabilmente appartieni alla nutrita schiera di tutti coloro che, dopo aver provato cerotti, pinzette e black mask per punti neri, hanno del tutto perso la pazienza e hanno deciso di schiacciare tra indice e pollice (o tra indice e indice) gli odiati comedoni aperti.

Molti di coloro che digitano “come schiacciare i punti neri” su Google si trovano in cerca di un tutorial finalizzato all’esecuzione della pratica in modo “sicuro”, mentre altri, più assennatamente, sperano in cuor loro che qualcuno li scoraggi dal compiere l’azione.

Ti anticipo subito che io appartengo alla seconda categoria: se ti aspetti da me che ti incoraggi nello schiacciare i punti neri e che ti ti suggerisca come farlo, chiudi pure la pagina!

Schiacciare manualmente punti neri è sempre una pessima idea!

Al contrario, cercherò di spiegarti pazientemente perché schiacciare i punti neri rappresenta una pessima idea e ti offrirò, infine, un’alternativa allo scempio che ti apprestavi a compiere, con la complicità di qualche blogger che si diverte a scherzare con la pelle altrui.

I punti neri non andrebbero infatti mai schiacciati o spremuti, perché le controindicazioni e i rischi della pratica superano di gran lunga l’effimero piacere derivante dal vedere una piccola striscia di sebo che fuoriesce dal nostro tessuto epidermico.

Nemmeno la disperazione più nera dovrebbe mai condurti in direzione dello schiacciamento manuale dei punti neri, dato che potresti agevolmente pentirti dopo pochi giorni (ore o minuti) delle tue azioni.

Toni apocalittici a parte, schiacciare i punti neri rappresenta un’azione profondamente controindicata (e parzialmente inefficace), frutto di un’errata comprensione dei fenomeni che portano alla sedimentazione dei comedoni aperti sul volto.

Schiacciare punti neri non è decisamente una buona idea

Buona parte di coloro che si trovano a soffrire di problematiche legate alla sovrabbondanza di punti neri sul volto tendono spesso a fermarsi alla superficie delle cose e a procedere guidati dall’istinto.

Dopo una rapida occhiata allo specchio si accorgono cioè di avere il naso e le guance infestati dai punti neri e decidono d’impatto di provare a schiacciare con le dita i misteriosi punticini che deturpano l’estetica del loro volto.

Prima che il processo che parte dalla visa e si conclude nei polpastrelli abbia luogo, deponete per un attimo lo specchiato e interrogatevi su cosa sono esattamente i punti neri e sul perché si formano in aree del volto ben precise.

Prima di schiacciare punti neri, fermati a riflettere sulla loro natura

schiacciare i punti neri

I comedoni aperti non sono frutto del caso o del morso di un insetto radioattivo, ma sono il termine di una condizione cutanea in cui differenti elementi si sovrappongono e si intersecano.

Come ti ho già detto a più riprese, un punto nero è il prodotto di una perdita di elasticità dell’epidermide e di fattori ormonali che portano le ghiandole sebacee a riempire i pori cutanei rimasti aperti.

Quando si forma un punto nero, cioè, questo accade perché i forellini che regolano la traspirazione della pelle rimangono aperti quel tanto che basta a favorire l’insediamento di accumuli di sebo, prodotti a partire dal ciclo ormonale del corpo.

A differenza dei brufoli, i punti neri non sono tuttavia il semplice frutto di una sovrapproduzione di ormoni legata all’adolescenza, ma un processo molto più sottile e latente che coinvolge differenti ormoni e che, quindi, può colpire soggetti di ogni età.

Questo excursus per spiegarti che i punti neri che vedi sul tuo viso non sono dei semplici ristagni di impurità, ma un segnale d’allarme lanciato da un tessuto epidermico vittima di alcuni lievi malfunzionamenti.

Perché non posso quindi schiacciare i punti neri e farla finita una volta per tutte? Ti starai domandando.

Per una serie di ragioni legata all’inefficacia della pratica, al rischio di microtraumi e alla possibile insorgenza di infezioni: un attimo di pazienza ed entrerò nel dettaglio.

Schiacciare i punti neri è del tutto inefficace

Come avrai intuito dal paragrafo precedente, i punti neri sono un fenomeno piuttosto complesso e non legato alla loro apparenza superficiale sul tessuto epidermico.

Il piccolo punto nero che osservi sul tuo volto è la proverbiale “punta dell’iceberg” di qualcosa di molto più complesso e di non percepito ad occhio nudo.

La parte scura del comedone aperto non è essa stessa il comedone aperto, ma semplicemente il frutto dell’ossidazione di alcune cellule, ricche di melanina, dovuta al contatto dell’ossigeno presente nell’aria.

La cima del punto nero (quella visibile, per intenderci) è cioè solo la parte superficiale di un accumulo sebaceo che prosegue in profondità, fino a raggiungere i micro-fori dell’epidermide.

Da tutto questo consegue che, mentre provi a schiacciare un punto nero, stai in realtà provando a togliere (spesso maldestramente) solo la cima del comedone aperto, lasciando invariato lo strato più profondo del comedone, pronto a riformarsi nel giro di pochissimo tempo.

Schiacciare punti neri non garantisce la loro rimozione

Quando schiacci i punti neri, non stai dunque arginando la problematica, ma semplicemente limitandoti a far uscire un quantitativo di sebo che non corrisponde mai al totale contenuto nel singolo punto nero.

Questo accade perché le dita umane non sono uno strumento efficace; le nostre mani sono state progettate per svolgere una miriade di funzioni, ma, tra esse, lo schiacciare punti neri non è incluso.

La pressione esercitata con due dita nelle prossimità dell’area che presenta un punto nero non risulta infatti sufficiente a garantire la fuoriuscita della totalità del sebo contenuto nel comedone aperto, dato che i punti neri si sedimentano troppo in profondità.

A differenza dei brufoli (non schiacciate neanche quelli, se possibile!), i punti neri non sono eruzioni cutanee, ma sedimentazioni verticali strutturate verso il basso.

Mentre il brufolo presenta cioè buona parte del contenuto sebaceo in una porzione di pelle superiore al livello dell’epidermide, per il punto nero vale l’esatto contrario: il brufolo si struttura verso l’alto; il punto nero verso il basso.

L’aver schiacciato con successo miriadi di brufoli poco incide dunque sulle probabilità di successo nello schiacciare i punti neri, data la differenza morfologica tra le due tipologie di accumuli di sebo.

Trovereste più semplice abbattere con una ruspa un grattacielo o una piramide sotterranea?

Ecco, la differenza tra brufoli e comedoni aperti è del tutto simile a quella dell’esempio: pensate ad un brufolo come a qualcosa di immediatamente visibile e al punto nero come un elemento nascosto nella falde del vostro tessuto epidermico.

Non gioite dunque per il piccolo cilindro di sebo che abbandona il vostro volto a seguito della pressione esercitata con le dita, perché altro sebo continua a persistere in prossimità del foro della pelle rimasto nuovamente aperto!

Schiacciare punti neri è un’operazione rischiosa

schiacciare i punti neri sul viso

Oltre alla scarsa efficacia dell’operazione e alla infinite recidive alle quali si va incontro ogni volta in cui ci si appresta a schiacciare punti neri, l’operazione risulta vivamente sconsigliata e controproducente da un punto di vista strettamente sanitario.

Provate a darvi un pizzicotto e ad osservare cosa accade (potete fare questo esperimento a livello puramente mentale, ovviamente).

L’area dell’epidermide collocata in prossimità della pressione tende dapprima ad arrossarsi e in seguito a diventare violacea.

Questo accade perché una pressione meccanica esercitata sulla nostra epidermide comporta la rottura di infiniti capillari e un conseguente ridotto afflusso sanguigno in direzione della zona martoriata.

Fareste la stessa cosa alle vostre guance o al vostro naso?

Immagino di no e, quindi, non fatelo.

Schiacciare punti neri provoca lesioni e traumi alla pelle

Ogni volta in cui schiacciamo punti neri come se non ci fosse un domani, sottoponiamo la pelle del nostro volto ad un infinito stress, distruggiamo capillari, andiamo ad interferire con la sua naturale tendenza all’elasticità e riduciamo di molto la possibilità della pelle di irrorarsi di sangue.

Schiaccia e ri-schiaccia, rischiamo sempre più frequentemente di produrre lesioni destinate a cronicizzarsi, fino a trasformarsi in autentiche cicatrici e di martoriare un tessuto epidermico che faticherà sempre più a recuperare la sua naturale elasticità e un tono ottimale.

Il pericolo concreto è dunque quello di trovarci con una pelle del volto ricca di punti neri (dato che difficilmente scompariranno schiacciandoli), rossori, lividi, cicatrici e non solo.

Oltre al trauma meccanico prodotto dalla pratica dello schiacciare i punti neri, è ben presente il pericolo legato alle infezioni batteriche.

Schiacciare punti neri può provocare infezioni

Come saprai senz’altro, la pelle rappresenta la nostra principale arma di difesa contro l’aggressione messa in atto, continuamente, da germi, batteri e agenti patogeni di varia natura.

come schiacciare i punti neri

Una pelle sana impedisce ai microrganismi di permeare il tessuto più superficiale, tenendoci al riparo da pericoli sanitari assolutamente non irrilevanti.

Le nostre unghie (e spesso anche l’estremità dei polpastrelli), rappresentano, al contrario, una sorta di covo di germi e di batteri, dato che, per quanto ci laviamo le mani, numerosi organismi trovano riparo proprio sotto lo strato di cheratina che delimita la zona delle unghie.

Un micro-trauma o la rottura di un comedone aperto provocata dalla pressione delle dita, risulta dunque vivamente sconsigliata, dato che il transito dei batteri dalle unghie verso il “nuovo rifugio”, ormai liberato da ogni protezione, risulta più che probabile.

Quando schiacciamo i punti neri con le dita stiamo infatti portando a contatto, in modo traumatico, una parte del nostro corpo di per sé poco incline alla totale eliminazione dei batteri con un’altra che, invece, dovrebbe rimanere limpida e pulita.

Schiacciando un comedone aperto con le dita, non hai semplicemente prodotto una piccola ferita, ma stai creando un nuovo rifugio per i batteri, per loro stessa natura attratti da ferite, lesioni e micro-traumi della pelle.

Il consiglio che mi sento vivamente di darti è dunque quello di lasciar perdere del tutto e di non schiacciare punti neri mediante la pressione delle dita.

Inefficace, pericolosa e anti-igienica, la pratica dovrebbe venir bandita da qualunque sito dedicato alla cosmesi e alla medicina presente sulla faccia della terra e tutti coloro che la consigliano andrebbero obbligati a fare ammenda per i danni prodotti.

Mi rendo perfettamente conto che la tentazione potrebbe essere forte e che il nostro cervello è per sua stessa natura portato a cercare soluzioni immediate alle problematiche che percepisce, ma, in questo caso, la capacità di resistere alla vocina che dice “schiacciami, schiacciami”, salverà la vostra pelle dallo sfacelo più assoluto.

Punti neri, cosa fare?

Spero vivamente che le mie parole siano riuscite a farvi desistere dalla tentazione di schiacciare punti neri e che siate giunti a più miti consigli confrontandovi con i rischi verso i quali andreste incontro in caso contrario.

Discorso analogo vale per i brufoli: non schiacciate nulla che si manifesti sul vostro volto, onde evitare il rischio di traumi e infezioni.

Cosa fare dunque con gli odiati punti neri?

Come ti spiegavo nei miei articoli precedenti, i cerotti non rappresentano una soluzione valida, così come le black mask o (manco a dirlo) le pinzette.

L’unico modo di approcciarsi correttamente ai comedoni aperti consiste nel cercare di trattarli con tutta l’energia necessaria per rimuovere in profondità gli accumuli di sebo e, al contempo, con la dolcezza necessaria a mettere al riparo la pelle da traumi e infezioni.

L’unica strada percorribile è dunque quella di un dispositivo completamente atossico e mirato alla risoluzione del problema in modo specifico.

Proprio per garantire il massimo risultato con il minimo sforzo, il dispositivo Xpores consente di aspirare in profondità il contenuto di sebo presente nei comedoni aperti, riservando la sua azione solo all’area del volto interessata.

La capacità di aspirare il sebo mediante la speciale pompa d’aria AirPower mette la pelle al riparo da ogni possibile trauma o lesione e riesce a rimuovere il punto nero, laddove lo schiacciamento manuale è inevitabilmente destinato a fallire.

A differenza della pressione effettuata tramite le dita della mano (spesso del tutto casuale), Xpores consente, attraverso una serie di beccucci mirati, di focalizzarsi su ogni specifico punto nero con tutto il vigore necessario alla rimozione del sebo presente nel comedone aperto.

Tutto questo, accade, inutile dirlo, senza che traumi e lesioni di sorta abbiano luogo, ma limitando le “problematiche” ad un lieve e transitorio rossore, agevolmente lenibile con una qualunque crema idratante presente in commercio.

Se dunque intendi eliminare gli odiati punti neri senza correre il rischio di causare alla tua pelle problematiche maggiori, Xpores rappresenta la soluzione migliore e la risposta definitiva a quella fatidica domanda che ti eri posto nel momento in cui ha accesso il computer, segretamente sperando che qualcuno ti scoraggiasse dallo schiacciare punti neri.

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